27 Lug 2016

La quiete dopo la tempesta

Scritto da maria luisa caputo

Credo che considererò sempre come barbarie tutto ciò che sta accadendo negli ultimi tempi. Nessuno potrà farmi cambiare idea, chiunque ha un credo religioso vero non può avere idee sanguinarie. Non credo che queste violenze sparse riusciranno a far tornare indietro tutta la civiltà che abbiamo costruito lentamente nei secoli, tutta la tecnologia, tutte le scoperte scientifiche che hanno migliorato la qualità della vita, tutte le innovazioni che la semplificano, ma soprattutto tutte le grandi idee come rispetto, tolleranza, fratellanza, democrazia. Nei secoli passati gli errori dei popoli occidentali sono stati tanti, ma vanno collocati sempre nei vari periodi storici, periodi in cui la barbarie era considerata quasi una normalità. Oggi a noi quelle sembra una barbarie e di certo non possiamo chiedere scusa per i conquistatori spagnoli , inglesi , olandesi e via discorrendo come,alla stessa stregua, dovrebbero chiedere scusa gli stessi aborigeni dell’America latina nei confronti dei loro simili quando li buttavano nei crateri ardenti… per compiere sacrifici umani o tutte le barbarie perpetrate dai popoli orientali sulle nostre coste quando invadevano la Sicilia la Calabria la Campania! Le atrocità passate non riguardano più nessuno : il cammino della democrazie e dei diritti è lungo, ma dopo secoli ci stiamo quasi arrivando. Considero fatica sprecata e vite perse inutilmente tutte quelle che vengono spezzate con attentati e stragi improvvisi. Se proprio c’è qualcuno che vuole fare tornare il mondo indietro quel qualcuno dovrebbe ricordarsi che la terra gira un po’ come il pallone nel campo da calcio. La terra gira , il tempo scorre e si va sempre avanti, l’acqua del fiume va nel mare dove si perde e non torna indietro, così il pallone gira nel campo da calcio: chi organizza questi episodi dovrebbe fare un po’ di attenzione. I grandi popoli, le grandi potenze potrebbero anche decidere di allearsi all’improvviso e far finire tutto questo. Ma proprio perché viviamo in un contesto di quasi civiltà forse le grandi potenze preferiscono aspettare che la cosa si calmi e combattere i fenomeni isolatamente. Le nostre città sono belle, sono piene di arte, perché l’arte nasce dall’amore per la bellezza e vuole essere il trionfo della natura in una sua emulazione su carte, su tela, su pentagramma. Abbiamo combattuto le grandi malattie con le scoperte scientifiche, stiamo cercando di rendere la vita sempre migliore.La vita non cambierà, se è questo che sperano questi pazzi omicidi. Non cambierà perché questa è la vita di tutti i popoli, salvo quei popoli che non vogliono vivere. Pertanto la cosa non ci riguarda. Ci può essere un po’ di tensione al momento degli accadimenti, è innegabile , ma il giorno dopo al nuovo sorgere del sole si ricomincia. Anche quando c’è un temporale fortissimo e si abbattono fulmini si ha un po’ di timore : ciò non toglie che passato il pericolo si ricominci e si ricostruisca l’equilibrio. Questo è quello che alberga nel cuore e nella mente dei popoli civili!

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